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PROTESI SPALLA L'ESPERTO

PROTESI SPALLA: L'ESPERTO RISPONDE - INTERVISTA AL PROF. M. NOSEDA

 

PROTESI DI SPALLA: L'ESPERTO RISPONDE 

CONSIGLI PRATICI E INFORMAZIONE AL PAZIENTE 

  

Intervista redatta per il numero 9 del novembre 2018 della rivista DIAGNOSI E TERAPIA sul tema protesi di spalla del Prof Massimiliano Noseda, docente universitario, medico specialista in medicina fisica e riabilitazione, specialista in igiene e medicina preventiva, e consulente di centri medici, strutture riabilitative, palestre e centri sportivi.

Le indicazioni e i suggerimenti di seguito riportati sono generali, puramente informativi e non sostitutivi di una visita medica fisiatrica che gli interessati potranno richiedere al NUMERO UNICO DI PRENOTAZIONE 3345476581 per la valutazione e la gestione del particolare caso clinico.

 

 

Quali sono le principali patologie che possono rendere necessario il ricorso ad una protesi di spalla ?

Principalmente eventi traumatici e fratture prossimali di omero, gravi lesioni della cuffia dei rotatori, patologie in fase avanzata di tipo degenerativo, come l’artrosi, o reumatologico, come l’artrite reumatoide.

 

Quando è il momento giusto per sottoporsi ad un intervento di protesizzazione di spalla ?

Ad eccezione degli eventi posttraumatici che rendono inevitabile l’intervento in tempi rapidi, nei casi cronici come l’artrosi o l’artrite, il fattore dirimente non è tanto la gravità del quadro radiologico, come molti invece pensano, bensì la scarsa risposta al trattamento conservativo con dolori poco controllati che limitano il soggetto persistentemente nelle attività quotidiane e lavorative. Prima di considerare un intervento andrebbero quindi tentate, e ripetute più volte, tutte le opzioni conservative alternative come farmaci antinfiammatori non steroidei, ginnastica riabilitativa, terapie fisiche ed eventualmente anche qualche infiltrazione articolare con acido ialuronico o cortisonici.

 

In che cosa consiste l’intervento di protesizzazione di spalla ?

Consiste nella sostituzione di una o di entrambe le componenti articolari lesionate con una o due componenti artificiali. Si parla di protesi parziale ( AP ), infatti, quando viene sostituita solo la testa omerale e di protesi totale ( AT ) quando vengono invece sostituite sia la testa omerale sia la glena scapolare. Esiste poi un particolare tipo di protesi detta inversa ( PI ) in quanto, diversamente da quanto avviene fisiologicamente, la cavità sferica viene ricostruita sulla glena e quella concava sull’omero. Si ricorre a quest’ultima soluzione quando, oltre alle superfici articolari, anche la cuffia dei rotatori presenta un danno importante e irreparabile che non le consentirebbe di fornire un’ efficienza muscolare in grado di garantire il buon funzionamento della protesi tradizionale.

 

E’ possibile essere allergici alla propria protesi ?

La protesi classica ( AT ) è costituita da una superficie sferica con stelo in metallo e da un guscio plastico in polietilene ad alta densità che può essere applicato direttamente o su supporto metallico all’osso. L’allergia ai metalli è un fenomeno possibile ma molto raro. In caso di allergie note ai metalli, ma anche a farmaci, è bene segnalare la problematica al chirurgo prima dell’intervento.

 

Come viene effettuato l’intervento ?

Nella maggior parte dei casi, l’intervento si esegue in anestesia loco-regionale. Il chirurgo eseguirà un’incisione sulla parte anteriore di spalla e braccio e con strumenti di precisione procederà ad asportare le parti danneggiate di omero e glenoide conformando le superfici ossee in modo da adattarle alla protesi. Dopo l’impianto della protesi, viene posizionato un tubo di drenaggio e l’ incisione viene suturata. La ferita viene quindi protetta con una medicazione sterile e il bracco riposto in un tutore che verrà utilizzato solitamente per le prime 4 – 6 settimane. A seconda del tipo di protesi da impiantare, la durata dell’intervento varia mediamente dai 60 ai 90 minuti.

 

Quando inizia il percorso riabilitativo ?

Comincia già il giorno successivo all’intervento con semplici esercizi di mobilizzazione di gomito, polso e mano e con qualche passo per il reparto. La dimissione dal reparto chirurgico, se le condizioni cliniche generali lo consentono, avviene di norma dopo 3 – 4 giorni, durante i quali il fisioterapista mostrerà gli esercizi da effettuare successivamente. Di norma, se il paziente non aveva pregressi problemi di deambulazione ed era autonomo, la prosecuzione del percorso riabilitativo può avvenire ambulatorialmente.

 

Quale risultato funzionale è ragionevole attendersi ?

Nella maggior parte dei casi la protesizzazione di spalla consente di risolvere il sintomo dolore e di recuperare un’articolarità sufficiente a svolgere in autonomia le comuni attività della vita quotidiana, con una possibilità di flessione massima finale variabile a secondo dei casi. Rispetto alle potenzialità di una protesi di ginocchio o di anca, le performance di recupero sono di certo inferiori, sia in quanto la protesica di spalla è una chirurgia più giovane, sia in quanto questa articolazione presenta una biomeccanica per sua natura più complessa e instabile.

 

Quali sono i normali tempi di ripresa ?

La rapidità e la qualità del recupero dipendono fortemente da variabili individuali quali ad esempio il tipo e il grado di lesione, l’età, la motivazione personale e il tempo quotidiano dedicato alla fisioterapia. A quest’ultimo proposito, il protocollo riabilitativo prevederà strategie e tempistiche personalizzate che saranno di volta in volta stabilite dall’equipe medica e riabilitativa e che mirano ad un recupero progressivo di articolarità, forza e funzione. Tale percorso è di norma più lungo rispetto ad una protesi di anca e di ginocchio e, benché risultati accettabili siano evidenti intorno al secondo - terzo mese, è bene proseguire un programma di riabilitazione, anche in autonomia, almeno fino al quarto – sesto mese.

 

Quali accortezze è bene osservare nel quotidiano ?

E’ opportuno evitare di sollevare e trasportare carichi pesanti oltre all’astenersi dal praticare attività sportive ad alto impatto come sci e sport di squadra. Altri accortezze, in aggiunta al mantenere una buona forma fisica generale, sono poi quelle di prestare attenzione, prevenire e trattare infezioni latenti di tipo cutaneo, dentale o urinario.